martedì 26 aprile 2016

AMINOACIDI ESSENZIALI

Aminoacidi essenziali



Cosa sono gli amminoacidi essenziali e perché sono importanti?

Le proteine sono macromolecole costituite da tante piccole unità legate tra loro attraverso un legame chiamato peptidico. 

Ogni singola unità è detta amminoacido e si caratterizza per la contemporanea presenza di un gruppo amminico carico positivamente (NH2 → NH3 +) e di un gruppo carbossilico carico negativamente (COOH → COO-). La porzione rimanente della molecola amminoacidica varia da aminoacido ad aminoacido e gli conferisce caratteristiche particolari (esistono aminoacidi idrofobici, neutri, acidi e basici).



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Gli aminoacidi sono numerosi ma solamente una ventina di loro partecipa alla formazione delle proteine che troviamo negli alimenti. Una volta ingerite queste macromolecole vengono scomposte nei singoli aminoacidi grazie all'azione combinata dipepsina, acido cloridrico (Stomaco) ed enzimi pancreatici (duodeno). I singoli aminoacidi vengono poi assorbiti dall'intestino tenue ed utilizzati prevalentemente per la sintesi proteica. Con questo termine ci si riferisce ad un processo inverso a quello digestivo che ha lo scopo di fornire all'organismo i materiali per la crescita, il mantenimento e la ricostruzione delle strutture cellulari. Questa funzione è chiamata "Plastica".

Alcuni aminoacidi, oltre a partecipare alla sintesi proteica, possono essere utilizzati come tali per svolgere funzioni particolari (intervengono nelle risposta immunitaria, nella sintesi di ormoni e vitamine, nella trasmissione degli impulsi nervosi, nella produzione di energia e come catalizzatori in moltissimi processi metabolici).

Qualora fosse necessario, il nostro organismo ha la possibilità di generare certi aminoacidi a partire da altri. Dei venti che partecipano alla sintesi proteica solo otto non sono sintetizzabili (o perlomeno non lo sono in quantità sufficienti) e vengono per questo definiti AMINOACIDI ESSENZIALI.

Affinché la sintesi proteica avvenga le concentrazioni relative di aminoacidi essenziali devono essere ottimali. Se anche uno solo di questi (aminoacido limitante) è carente la sintesi proteica diventa inefficace.

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Sono definiti essenziali quegli aminoacidi che l'organismo umano non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente a far fronte ai propri bisogni.

Per l'adulto sono otto e più precisamente: fenilalanina, isoleucina, lisina, leucina, metionina,treonina, triptofano e valina.

Durante il periodo dell'accrescimento agli otto ricordati ne va aggiunto un nono, l'istidina. In questo periodo della vita le richieste di tale aminoacido sono infatti più elevate della capacità di sintesi endogena

AMINOACIDI ESSENZIALI
AMINOACIDI NON ESSENZIALI
FenilalaninaAlanina
Isoleucina (a)Arginina (c)
Leucina (a)
Asparagina
LisinaAspartato
MetioninaCisteina (b)
Treonina
Glicina (c)
TriptofanoGlutammato
Valina (a)
Glutammina (c)
Istidina

Prolina (c)

Serina
Tirosina (b)

Taurina (c)*
a. aminoacidi ramificati
b. aminoacidi semi essenziali
c. aminoacidi condizionatamente essenziali

Sono considerati aminoacidi semi essenziali la cisteina e la tirosina, in quanto l'organismo li può sintetizzare a partire da altri due aminoacidi essenziali (metionina e fenilalanina).



Sono definiti aminoacidi condizionatamente essenziali quegli aminoacidi che ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'omeostasi e delle funzioni dell'organismo umano e che, in alcune condizioni fisiopatologiche, possono non essere sintetizzati a velocità sufficiente. Gli amminoacidi condizionatamente essenziali sono cinque (arginina, glicina, glutamina, prolina e taurina).

Istidina e arginina (solo per alcuni autori) sono considerati essenziali solamente durante la fase di crescita; secondo altri l'istidina sarebbe essenziale anche durante l'età adulta, nonostante la sua rimozione dalla dieta non induca immediatamente un bilancio di azoto negativo, come succede, invece, per gli altri amminoacidi essenziali.

* La taurina è necessaria per il buon funzionamento di cervello e fegato; per alcune specie rappresenta un nutriente essenziale, mentre per quella umana questa sua essenzialità non è altrettanto certa.

Aminoacidi essenziali nella dieta

La dieta di un individuo dovrebbe fornire tutti gli aminoacidi essenziali ed abbastanza azoto aminoacidico per sintetizzare quelli non essenziali.

La scarsità o la mancanza di un aminoacido essenziale agisce infatti come fattore limitante della sintesi proteica endogena.

In natura esistono alimenti che contengono quantitativi sufficienti di tutti gli aminoacidi essenziali. Si parla in questo caso di proteine nobili o complete, generalmente presenti in carni, uova, pesce e latticini.

Alcuni cibi si caratterizzano invece per una deficienza "assoluta" o "relativa" di aminoacidi essenziali. Si parla in questo caso di proteine incomplete, generalmente presenti negli alimenti di origine vegetale.

Si definisce limitante quell'amminoacido essenziale presente nella concentrazione più bassa rispetto al fabbisogno.

Le proteine dei cereali, ad esempio, hanno deficienza relativa in alcuni aminoacidi come lisina e triptofano.

I legumi, alimenti vegetali ricchissimi di proteine, contengono buone quantità di lisina ma sono carenti in metionina.

Anche carne, latticini e uova contengono un aminoacido limitante (generalmente metionina o triptofano). La sua concentrazione raggiunge tuttavia livelli sufficienti per garantire l'ottimale svolgimento della sintesi proteica.

Un'integrazione di cereali e legumi, in quantità opportuna, costituisce un complesso proteico ben equilibrato in grado di coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali. Si parla in questo caso di mutua integrazione (o complementarietà proteica) come avviene nel tradizionale abbinamento dei cereali con i legumi.

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La carenza di un aminoacido essenziale impedisce l'utilizzo degli altri aminoacidi per la sintesi proteica SOLO quando la sua "riserva" nel pool aminoacidico ematico viene completamente esaurita. Traducendo tale concetto in termini pratici scopriamo che non è obbligatorio consumare proteine complementari all'interno dello stesso pasto poiché l'organismo ha la possibilità di attingere a "riserve" endogene per coprire carenze specifiche. Per i vegani è comunque importante assumere ogni giorno un'ampia varietà di cibi vegetali, poiché tali "scorte" sono piuttosto esigue.

Fabbisogno di aminoacidi essenziali

Amminoacidi essenziali e loro fonti principali di origine vegetale
Amminoacido Origine vegetale
Fenilalanina Germe di grano
Isoleucina Scarse fonti disponibili
Istidina Germe di grano
Leucina Germe di grano
Lisina Legumi vari
Metionina Semi in genere, semi di girasole, frutta a guscio
Treonina Legumi, solo marginalmente cereali
Triptofano Mandorle, scarso in legumi e cereali
Valina Germe di grano

Il fabbisogno quotidiano di aminoacidi essenziali si esprime in mg/kg/die e varia in base all'età del soggetto e al suo stato di salute. 

Per soddisfare tale fabbisogno è quasi sempre sufficiente assumere un grammo di proteine per ogni kg di peso corporeo al giorno (corrispondente a circa il 10% dell'energia totale). Specifiche carenze possono insorgere solo in presenza di determinate condizioni patologiche, disordini alimentari o abitudini dietetiche scorrette (dieta vegana, fruttista, crudista ecc.) protratte per lunghi periodi di tempo. 

Altro fattore limitante, spesso sottovalutato, e' l'apporto calorico totale: se la dieta è fortemente ipocalorica buona parte degli aminoacidi viene infatti utilizzata per produrre energia ed il bilancio azotato può diventare negativo.

Il bambino e gli atleti hanno bisogno di un maggior apporto di proteine rispetto al resto della popolazione. L'aumentato fabbisogno può tuttavia essere coperto semplicemente aumentando l'assunzione calorica complessiva.

Analogo discorso può essere fatto per le nutrici o le gestanti dove le proteine, data la loro funzione plastica, rivestono un'importanza fondamentale.

Per assumere quantitativi adeguati di aminoacidi essenziali la maggior parte dei nutrizionisti consiglia di consumare ogni giorno una quantità di proteine pari a:

10-20% dell'assunzione calorica quotidiana (un grammo di proteine equivale a 4 Kcal o 17 Kjoule) oppure 1-1,5 grammi per kg di peso corporeo*

*durante il calcolo del fabbisogno proteico quotidiano viene considerato il peso corporeo desiderabile (peso forma) e non quello effettivo. Nel neonato tale fabbisogno sale fino a 2,2 grammi per kg, Negli atleti e in fase di crescita è più idoneo un apporto proteico vicino al limite superiore (1,5 g/kg) mentre per i sedentari può essere sufficiente anche un'assunzione di 0,8-1 grammi di proteine per kg.

Una integrazione di aminoacidi essenziali può essere giustificata eventualmente per:
  1. maratoneti 
  2. body Builders
  3. vegetariani
  4. soggetti che seguono un'alimentazione povera di carne, uova e pesce
  5. soggetti che per motivi di lavoro o attività sportiva professionistica non riescono a sostenere pasti principali completi ed adeguati al fabbisogno proteico quotidiano
Fabbisogni di amminoacidi essenziali nell'adulto (Comitato FAO 1973): valori in mg/kg/die
Istidina(8-12)*
Isoleucina10
Leucina14
Lisina12
Metionina + cistina13
Fenilalanina + tirosina14
treonina7
triptofano3,5
valina10
totale amminoacidi essenziali84
* il rapporto del Comitato FAO non indicava valori per l'istidina. Attualmente, sono disponibili prove che questo amminoacido sia essenziale non solo per il neonato, ma anche per l'adulto. I valori del fabbisogno sono stimati tra 8 e 12 mg/kg/die.

<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/aminoacidi-essenziali-fabbisogno.html">Fabbisogno di aminoacidi essenziali</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/aminoacidi-essenziali-fabbisogno.html</p>

martedì 19 aprile 2016

Hai mai sentito parlare dell'Onda d'urto in estetica?

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Quante volte avrai sentito parlare delle Onde d'urto? Naturalmente in ambito fisio terapico è un trattamento conosciuto ed utilizzato. Ma sai realmente di cosa si tratta?

Bene, allora scopriamolo insieme.............

Le onde d’urto


Da un punto di vista fisico sono definite come onde acustiche ad alta energia. Sono, impulsi pressori con tempi brevissimi di salita del fronte (10 miliardesimi di secondo) e di durata (dell’ordine di 2 – 5 milionesimi di secondo) che generano una forza meccanica diretta con l’obiettivo principale di trasferire energia sui tessuti corporei, per stimolarne i processi riparativi.

Cosa sono le onde d’urto

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Le onde d’urto sono onde acustiche che accompagnano la nostra vita quotidiana senza essere notate. Il rumore provocato dai tuoni o la deflagrazione causata da un’esplosione sono esempi in cui le onde d’urto giocano un ruolo importante. Grazie alle onde d’urto, l’energia può essere trasmessa a lunghe distanze. Un aeroplano, che infrange la barriera del suono, genera un rumore molto forte, che può arrivare a far tintinnare i bicchieri di una credenza. L’onda d’urto ha quindi trasmesso energia dall’aeroplano sino ai bicchieri.

Le onde d’urto utilizzate in terapia sono delle particolari onde acustiche con caratteristiche precisate a livello internazionale (D.I.G.E.S.T).

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Da un punto di vista fisico sono definite come onde acustiche ad alta energia. Sono impulsi pressori con un fronte di salita rapidissimo (circa 10 miliardesimi di secondo), brevissimi di salita e discesa dello spike (tra 2 e 5 milionesimi di secondo) e tempi complessivi di durata del ciclo d’onda inferiori a 10 millesimi di secondo. Questi impulsi generano una forza meccanica diretta che può essere indirizzata sulle parti del corpo da trattare. L’onda d’urto non va confusa con l’onda ultrasonora che viene frequentemente utilizzata sia a scopo diagnostico (nell’ecografia), sia a scopo terapeutico (in terapia fisica negli ultrasuoni). A differenza dell’onda ultrasonora, che ha un andamento sinusoidale, l’onda d’urto, come detto, ha un andamento ad impulso e valori di pressione generati molto più elevati, mediamente 1000 volte superiori (circa 500 bar contro 0,5 bar).

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ONDE D’URTO PER RIMODELLARE IL CORPO


L’interesse sollevato dall’articolo sulla criolipolisi ha generato un po’ di curiosità su altri trattamenti estetici, oggi di moda .

Si parla recentemente di una nuova tecnologia in grado di “eliminare la cellulite“.

LE ONDE D’URTO, o meno familiarmente: SHOCK WAVE.


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Onda urto, cosa è?


Si tratta di una tecnologia sviluppata oltre 40 anni fa per ridurre i calcoli renali.
In sostanza il litotritore, con impulsi acustici focalizzati, riesce a rompere e disgregare i calcoli renali. Con processi analoghi si può intervenire anche su altre calcificazioni, al punto che questa tecnologia ha molti impieghi anche per risolvere problematiche articolari.

Funziona?

Certamente ! Funziona ed è una tecnologia che ha dato notevoli benefici terapeutici ma non solo, la ricerca ha evidenziato una capacità di eliminare gli inestetismi derivanti dall’accumulo adiposo localizzato. Si è notato che i soggetti trattati con questa tecnica, subivano come effetto collaterale, quello della diminuzione del pannicolo adiposo e della cellulite. Partendo da questa base, la ricerca e i test effettuati, hanno portato a sviluppare delle tecniche specifiche nel settore dei trattamenti di dimagrimento non invasivi di notevole efficacia.

In sostanza il litotritore, con impulsi acustici focalizzati, riesce a rompere e disgregare i calcoli renali. Con processi analoghi si può intervenire anche su altre calcificazioni, al punto che questa tecnologia ha molti impieghi anche per risolvere problematiche articolari.

Funziona ?

Certamente ! Funziona ed è una tecnologia che ha dato notevoli benefici terapeutici.


COSA RACCONTANO DELL'ONDA D'URTO ANTICELLULITE



Storicamente il trattamento estetico con le onde d'urto è figlio del successo commerciale della cavitazione estetica di una decina di anni fa.

A differenza però dalla cavitazione, la rottura della membrana che avvolge l’adipocita e la conseguente fuori uscita delle scorie metaboliche non avviene ( per idrolipoclasia si rompono gli adipociti e i trigliceridi vengono smaltiti con le urine ) risultando pertanto meno invasiva per l’organismo, ugualmente efficace e più sicura.

L'effetto dell'onda d'urto, per come la raccontano i fornitori più credibili, dovrebbe essere quello di "destrutturare" le fibre e le fibrosi che sottendono le introflessioni cavernose ( i buchetti a trapunta ) della cellulite.

Quindi il tessuto target è sostanzialmente costituito da collagene,che essendo essenzialmente "rigido" potrebbe effettivamente risentire di un'onda d'urto.
La tecnologia utilizzata per fini estetici non è quella delle onde d'urto focalizzate, ma quella "balistica" che non produce vere onde d'urto, ma onde di pressione defocalizzate.

Il che in fondo è un bene visto che gli effetti di frammentazione e disgregazione di una vera onda d'urto, sarebbero problematici da amministrare in termini di rapporto rischio-beneficio.

Si tratta di generare onde di pressione radiali, quindi non focalizzate, sparando un palla metallica  su un diaframma rigido a contatto con la pelle.

Il diaframma dove impatta la palla trasmette alla pelle parte della pressione per deformazione e per oscillazioni ad alta frequenza  Il colpo di maglio trasmette a diaframma metallico un'onda di pressione che nelle apparecchiature di buona qualità arriva anche a 20MPa.

Di questa pressione, solo una parte viene trasmessa al corpo . L'energia che arriva ai tessuti corporei cala poi sensibilmente con la distanza dalla sorgente al punto che pochi centimetri( 2 o 3 ) sotto l'epidermide non è rilevabile alcun effetto.

I tempi di salita e trasmissione dell'impulso di pressione ottenuto con questa tecnologia, sono molto più lunghi di quelli che lo classificherebbero come onda d'urto o shock wave.

Ma Funziona ?

Vediamo la tecnologia attraverso la lente della "meccanica razionale"...

Medikalbeauty-Institute-trattamenti-dimagrimento-onda-d-urto


Se immaginiamo un martelletto , massa 200 gr. che impatta una piastrina metallica posizionata sulla pelle di 5cm2 alla velocità di 5 m/s, con un urto di 1/500 s. senza deformazioni e rimbalzi, trasferiamo alla piastrina un energia di 0,5 J/mm2 e una pressione di 10 MPa , valori pari o superiori a quelli effettivi delle migliori apparecchiature sul mercato.

A questo punto se valutiamo gli effetti biologici dell'onda di pressione non focalizzata che si genera, per prima cosa si deve considerare che l'energia acustica si attenua molto rapidamente con il quadrato della distanza e che solo nel primo centimetro sottocute possiamo immaginare un effetto meccanico ed effetti biochimici rilevabili.

Ingenuamente alcune apparecchiature sul mercato vantano una massa balistica maggiore ( in sostanza la palla che viene sparata all'interno del manipolo è più pesante ) quando l'energia acustica trasferita ai tessuti dipende molto di più dalla velocità che dalla massa del proiettile.

Ancor più ingenuamente alcune apparecchiature vantano un'onda di pressione molto forte e una manipolo "poco rumoroso".

Per concludere, possiamo affermare che l’onda d’urto, o per meglio dire onda pressoria de focalizzata è in grado di fornire dei risultati soddisfacenti in ambito estetico. I risultati ottenuti ad oggi ci consentono di affermare che la riduzione del pannicolo adiposo e della cellulite è reale. 

lunedì 18 aprile 2016

IL COLESTEROLO


Il colesterolo



La bellezza, l'apparire, il sentirsi parte integrante di un gruppo, tutti i giorni veniamo bombardati da immagini che ci mostrano come dovremmo essere e perchè dovremmo diventare così. 

Ma il grasso è veramente nostro nemico? Proviamo ad approfondire l'argomento per scoprirlo!!!


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Il colesterolo è un composto organico appartenente alla famiglia dei lipidi steroidei. Nel nostro organismo svolge diverse funzioni biologiche, importanti ed  ESSENZIALI:
  1. è un componente delle membrane cellulari, di cui regola fluidità e permeabilità;
  2. è il precursore della vitamina D, dei sali biliari e degli ormoni steroidei, sia maschili che femminili (testosterone, progesterone, estradiolo, cortisolo etc.).
colesterolo buono

Nonostante questo ruolo biologico di primo piano, quando il colesterolo circola nel sangue in concentrazioni superiori alla norma si trasforma in un acerrimo nemico della nostra salute.
Come tutti gli avversari più tenaci, il colesterolo alto può essere sconfitto soltanto conoscendolo a fondo ed utilizzando tali informazioni per elaborare adeguate strategie difensive e di contrattacco. Per aiutarvi in questa "missione" abbiamo raggruppato nella tabella sottostante tutti i collegamenti agli articoli del sito dedicati al tema "colesterolo".



CONOSCERE IL COLESTEROLO


CAPIRE LE ANALISI DEL SANGUE



COLESTEROLO E SALUTE


ALIMENTAZIONE, DIETA E COLESTEROLO



ABBASSARE IL COLESTEROLO ALTO


FARMACI CONTRO IL COLESTEROLO ALTO


INTEGRATORI PER ABBASSARE IL COLESTEROLO


QUIZ SUL COLESTEROLO - VERIFICA LE TUE CONOSCENZE


IMPARA A CUCINARE SENZA COLESTEROLO


Il colesterolo deriva sia dall'alimentazione che dalla sintesi endogena.
Gli alimenti ad alto contenuto di colesterolo sono quelli di origine animale, generalmente ricchi di grassi saturi come uova, burro, carni, salumi, formaggi ed alcuni crostacei.
Circa l'80-90%  del colesterolo totale viene prodotto autonomamente dal nostro organismo, soprattutto dal fegato ma anche dal surrene e dalle ghiandole sessuali. Ciò spiega come mai in alcuni soggetti, nonostante un alimentazione equilibrata e un regolare programma di attività fisica, i livelli di colesterolo permangano elevati. Quando la produzione endogena è fisiologicamente elevata, come in questi casi, si parla di ipercolesterolemia familiare.
Qualunque sia la sua origine l'ipercolesterolemia è caratterizzata da una concentrazione di colesterolo nel sangue (colesterolemia) superiore al valore normale.

VALORI DI COLESTEROLO NEL SANGUE

<200 mg/dlColesterolemia normale
200-249 mg/dlIpercolesterolemia lieve
250-299 mg/dl Ipercolesterolemia moderata
>299 mg/dl Ipercolesterolemia grave

Essendo il colesterolo un lipide, è scarsamente solubile in acqua e per essere trasportato nel torrente circolatorio necessita, pertanto, di  legarsi a specifiche lipoproteine. Il colesterolo si lega sopratutto alle lipoproteine a bassa densità o LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo). Si calcola infatti che circa il 60-80% del colesterolo totale sia legato alle LDL.
Il colesterolo in eccesso legato a tali lipoproteine tende ad accumularsi sull'endotelio delle arterie, formando aggregati sempre più densi fino a generare delle vere e proprie placche, dette ateromi.
Queste placche fanno perdere la naturale elasticità delle arterie e possono causare gravi danni soprattutto al cuore (infarto) o al cervello (ictus) .

Il colesterolo buono è invece rappresentato dalle HDL (lipoproteine ad alta densità) che ripuliscono le arterie catturando il colesterolo in eccesso e trasferendolo ai tessuti (soprattutto al fegato), dove viene smaltito.
Più è alto il livello di HDL nel sangue e minore sarà il rischio di sviluppare l'aterosclerosi e tutte le altre conseguenze negative dell'ipercolesterolemia.
In virtù di questa loro caratteristica, negli ultimi anni il ruolo delle HDL è stato rivalutato in maniera importante, tanto che oggi si ritiene più significativo il rapporto tra HDL e LDL, rispetto al valore del colesterolo totale.
In genere il colesterolo "buono" (HDL) non dovrebbe essere inferiore al 30% del colesterolo totale (LDL + HDL). Un altro parametro, detto indice di rischio cardiovascolare, mette in relazione il colesterolo totale con le HDL. Se tale rapporto è superiore a 5 nell'uomo e a 4,5 nella donna, il paziente è considerato a rischio.

Colesterolo ed Aterosclerosi

Nella parte introduttiva abbiamo visto come un eccesso di colesterolo aumenti la probabilità di insorgenza dell'aterosclerosi. Quello che occorre sottolineare a questo punto è che il surplus di colesterolo non è il solo ed unico fattore di rischio per tale malattia. L'ipertensione, il diabete, l'obesità, il fumo, l'alcol, la vita sedentaria e lo stress, possono infatti concorrere all'aggravamento o alla comparsa dell'arteriosclerosi.

Il 10% di incremento dei livelli ematici di colesterolo LDL produce:Il 10% di riduzione dei livelli ematici dicolesterolo totale produce:
un aumento pari al 20% del rischio cardiovascolare. Tale rischio viene aumentato dalla contemporanea presenza di altri fattori, come bassi livelli plasmatici di HDL, l'abitudine al fumo, l'ipertensione ed il diabete.
15% di riduzione della mortalità cardiovascolare
(p < 0,001);
11% di riduzione della mortalità totale
(p < 0,001).
Valori di Colesterolo LDL linee guida

RISCHIOLDL Ideale (mg/dl)Valore limite per imporre modificazioni dello stile di vitaValori limite per imporre l'utilizzo di farmaci
Coronaropatia e/o Equivalenti (rischio 10aa > 20%)≤ 100≥ 100≥ 130
Due o più fattori di rischio (rischio 10aa ≤ 20%)≤ 130≥ 130
≥ 130 (10-20%)
≥ 160 (<10%)
0-1 fattori di rischio  ≤ 160≥ 160≥ 190
Obbiettivi dei livelli di colesterolo LDL e valori limite per modificazioni dello stile di vita e terapia farmacologica in differenti categorie di rischio (ATP III Jama 2001)
Colesterolo e Strategie di prevenzione - Dieta ed Integratori

Dieta: seguendo un regime alimentare equilibrato, ipocalorico ma non troppo restrittivo, è possibile diminuire la colesterolemia totale ed innalzare la frazione HDL:
l'insulina rappresenta un forte stimolo per la produzione endogena di colesterolo (Vedi: Glicemia e dimagrimento); vanno pertanto evitati gli alimenti ad alto indice glicemico, moderati quelli a medio indice ma ad elevato contenuto glucidico (pane, pasta e cereali in genere) ed i pasti composti solamente da carboidrati (Vedi: L'indice glicemico )
colesterolo HDL LDL
I grassi saturi aumentano il colesterolo totale ma lasciano invariato il rapporto con quello buono, mentre gli acidi grassi idrogenati (contenuti in alimenti come margarina,burro di arachidi ecc.), oltre ad innalzare i livelli di colesterolo cattivo, abbassano anche il colesterolo HDL.

Aumentando l'apporto di cibi ricchi di fibre si interferisce con l'assorbimento intestinale di colesterolo e si garantisce all'organismo un apporto completo di antiossidanti, fondamentale per prevenire l'aterosclerosi e molte altre patologie
Preferendo i grassi monoinsaturi e poliinsaturi è possibile aumentare la frazione del colesterolo buono HDL. Questi alimenti sono inoltre ricchi di steroli vegetali, sostanze naturali che aiutano a combattere il colesterolo (Vedi: Gli steroli vegetali) 
Eliminazione di altri fattori di rischio:
La maggior parte di questi fattori di rischio (ipertensione, diabete, obesità e stress) può essere ridotta associando ai consigli alimentari sopra indicati un regolare programma di attività fisica. Ricordiamo inoltre che l'esercizio fisico regolare è in grado di aumentare i livelli di colesterolo buono HDL.
Integrazione alimentare: olio di pesce, olio di merluzzo, olio di lino ed estratti di piante medicinali quali il rosmarino l'aglio, il carciofo ecc. possono contribuire ad aumentare i livelli di colesterolo buono.

Alimenti ed integratori utili per combattere il colesterolo: artiglio del diavolo,carciofo, germe di grano, ginepro, mirtillo, cipolla, gomma di guar, gomma guggul, semi di psillio, lecitina, steroli vegetali, alghe, mela, limone, riso rosso fermentato e soia.


<p style="display: none;"><cite><a href="http://www.my-personaltrainer.it/colesterolo.htm">Colesterolo</a></cite> da http://www.my-personaltrainer.it/colesterolo.htm</p>


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