giovedì 28 gennaio 2016

MACCHIE BIANCHE DELLA PELLE



Macchie bianche sulla pelle

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In questo articolo andremo a spiegare come si formano le macchie sulla pelle e quali sono le cause principali della loro manifestazione.


Le macchie bianche sulla pelle sono un evidente sintomo di ipopigmentazione locale, condizione in cui i melanociti non sono in grado di produrre adeguate quantità di melanina, il pigmento responsabile della colorazione delle pelle.

In questo articolo si approfondiranno due situazioni che vedono come protagoniste le macchie bianche cutanee: la vitiligine, dermatosi più nota e diffusa, e la Pityriasi Versicolor, disturbo cutaneo di natura fungina, meno conosciuto.

Macchie bianche e vitiligine

Le macchie bianche rappresentano i segnali tipici della vitiligine (chiamata anche leucoderma): è un disturbo della cute, generalmente ereditario, che si manifesta soprattutto nei giovani prima dei vent'anni di età. Non è una malattia contagiosa: il danno è solamente di natura estetica, anche se la pelle interessata dal fenomeno potrebbe essere maggiormente sensibile alla luce.

Macchie bianche sulla pelle
Le macchie bianche sono conseguenza di un'alterazione del colore della pelle (ipopigmentazione locale), causata dalla mancata produzione di melanina (pigmento che definisce la colorazione della cute) da parte dei melanociti, i quali pur restando in vita smettono di sintetizzare melanina.

Le macchie bianche possono essere diffuse in tutto il corpo; preferenzialmente, la vitiligine si manifesta nelle unghie e nelle zone del corpo in prossimità di aperture (occhi, ano, genitali), ma può presentarsi anche sulle mani, sul viso e sul collo.Come si è accennato, le macchie bianche non possono essere protette dall'abbronzatura; infatti, per la scarsità di melanina prodotta, queste zone sono maggiormente soggette a scottature solari ed eritemi. Il trattamento della vitiligine, comunque, prevede proprio la somministrazione ambulatoriale di raggi ultravioletti a lunghezze d'onda specifiche, talvolta associati all'applicazione di sostanze fotosensibilizzanti; tale pratica, di competenza medica, ha proprio lo scopo di riattivare la funzione melanocitaria.

Nella vitiligine, le macchie si presentano di colore bianco, asimmetriche, con contorni leggermente più scuri e delineati. Per quanto riguarda l'eziologia, quindi la ricerca delle cause scatenanti, si può affermare che non ci sono dei fattori precisi: l'origine della vitiligine è, perciò, dubbia, nonostante si registri tendenzialmente una predisposizione genetica. Anche lo stress e la diminuzione delle difese immunitarie potrebbero influire sul potenziamento della vitiligine; similmente, le disfunzioni a carico della tiroide possono provocare macchie bianche sparse sula cute. Per contro, la vitiligine può essere un campanello d'allarme per altri disturbi, di maggiore entità, che comportano disfunzioni ed iperattività del sistema immunitario, quali diabete di tipo I e morbo di Addison; non a caso, è spesso associata ad alopecia areata.

Più che un problema fisico, la vitiligine è considerata un disturbo psicologico: i soggetti affetti da questa dermatosi potrebbero sentirsi in qualche modo rifiutati dagli altri ritenuti “normali”, a causa del problema antiestetico.

Macchie bianche e Pityriasi Versicolor

Le macchie bianche sparse sulla pelle possono nascondere problemi più seri di una "semplice" vitiligine: talvolta, queste chiazze biancastre possono essere causa di un'infezione cutanea generata da funghi, la Pityriasi Versicolor.

Tra i microorganismi di natura fungina che albergano sulla cute spicca il Pityrosporum Orbicolare: è un saprofita, cioè un microorganismo normalmente presente nella pelle; più in particolare, vive in prossimità del follicolo pilifero e si nutre del secreto delle ghiandole sebacee. In condizioni normali non crea danno.

Nel momento in cui intervengono fattori quali ipersecrezione sebacea, sudorazione intensa, predisposizione genetica e diminuzione delle difese immunitarie (conseguenza di cure farmacologiche, per esempio), il microorganismo si sviluppa nella forma patogena Pityrosporum Ovale: essendo più aggressivo, infetta la pelle rendendola maculata con chiazze di vario colore, che progrediscono da una tonalità bianca fino al rosso. Per questo motivo, l'infezione cutanea prende il nome di Pityriasi Versicolor, caratterizzata da macchie tondeggianti il cui diametro può sfiorare anche i due centimetri. 

Le macchie possono essere sparse nel tronco, nella schiena e nel collo: in un primo momento le chiazze sono bianche perché il microorganismo blocca la produzione di melanina laddove si scatena l'infezione.

Il disturbo non è contagioso e non comporta conseguenze gravi per la salute, ma può creare problemi psicologici nel soggetto (come la vitiligine), che può avere la percezione, seppur infondata, di essere “malato”: le macchie bianche possono persistere anche dopo aver debellato l'infezione e ciò rende la pelle decisamente antiestetica.

Non sempre questa infezione viene riconosciuta: il dermatologo deve individuarla e consigliare al paziente una cura con farmaci antimicotici.

lunedì 18 gennaio 2016

GLI ANTIOSSIDANTI



Gli antiossidanti

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Ossigenare il nostro organismo è fondamentale. Del resto senza ossigeno non potremmo vivere. 

Ma sappiamo come il nostro corpo reagisce all'ossigeno? 
Siamo sicuri che l'ossigeno fa sempre e comunque bene?

Proviamo a capirlo attraverso questo articolo.................

Per vivere le cellule necessitano di ossigeno. Se da un lato questa molecola è essenziale per la sopravvivenza delle cellule stesse, dall'altro, in particolari circostanze, può diventare nociva e dar vita ai radicali liberi. 

I RADICALI LIBERI 

I radicali liberi sono molecole o ioni che contengono uno o più elettroni spaiati e che sono capaci di esistenza autonoma. 

I radicali liberi vengono prodotti nella maggior parte delle cellule dell'organismo (mitocondri) come sottoprodotto di alcune reazioni metaboliche. 

I radicali liberi sono considerati responsabili di gran parte delle malattie degenerative, dell'invecchiamento e, forse, anche del cancro (mutazioni). 

Molti fattori possono scatenare la generazione di radicali liberi: 
  1. FATTORI AMBIENTALI: inquinamento, fumo attivo e passivo, raggi ultravioletti, stress psicofisico prolungato, alcol.
  2. FATTORI LEGATI AL SOGGETTO: trasporto di elettroni nel mitocondrio, metabolismo degli acidi grassi, le reazioni del citocromo p450, i sistemi ricondizionanti delle cellule fagocitarie
Tra i radicali liberi più importanti che si trovano nelle cellule aerobie, come quelle umane, vi sono i superossidi (O2- ), il perossido di idrogeno noto anche come acqua ossigenata (H2O2 ) e l'ossigeno singoletto. 

Tutte le strutture cellulari possono essere danneggiate dall'interazione con specie ossidanti: 
  1. FOSFOLIPIDI: alterazione della fluidità di membrana 
  2. ACIDI NUCLEICI: comparsa di punti di rottura nella doppia elica del DNA con aumentato rischio di mutazioni 
  3. PROTEINE: alterazioni metaboliche (enzimi) e strutturali 
  4. ANTIOSSIDANTI ENDOGENI
L'organismo ha sviluppato numerosi meccanismi per proteggersi dagli effetti dannosi dei radicali liberi; esistono per esempio alcuni enzimi in grado di decomporre e sequestrare gli agenti ossidanti. 

Tra questi antiossidanti endogeni ricordiamo la superossido dismutasi, la catalasi e l'antiossidante più efficace, il glutatione (la cui integrazione avviene tramite uno degli amminoacidi precursori, l'N-acetil cisteina). 

Il glutatione incorpora il selenio, un antiossidante esogeno che sembra diminuire il rischio di cancro. 

La cellula ha a disposizione anche ulteriori meccanismi di difesa nel caso la funzione degli antiossidanti endogeni non risulti sufficiente. 

Negli ultimi anni si è fatto un gran parlare del potere antiossidante della melatonina che secondo alcuni studi supera di cinque volte l'attività "scavenger" (scova rifiuti) del glutatione. 

ANTIOSSIDANTI ESOGENI

Alcune sostanze presenti negli alimenti ed in alcuni integratori alimentari sono in grado di intervenire favorevolmente nei processi di detossificazione, attivando sistemi biologici di riparo. Questi antiossidanti naturali sono le vitamine A, C, E, il selenio, i carotenoidi, il licopene, il coenzima Q-10 e l'acido lipoico. 

ANTIOSSIDANTI E SPORT 

Durante l'esercizio fisico di tipo aerobico il consumo di ossigeno dell'organismo può aumentare fino a 20 volte e nel muscolo scheletrico fino a 100 volte. Se da un lato tale meccanismo permette di aumentare la quantità di energia prodotta, dall'altro incrementa pericolosamente anche la produzione di agenti ossidanti. 

In generale, lo stress ossidativo del muscolo è incrementato dall'esercizio fisico acuto e diminuito dall'allenamento. 

L'attività sportiva migliora inoltre i meccanismi di smaltimento potenziando l'attività degli antiossindanti endogeni. Tale caratteristica spiega come mai l'esercizio fisico faccia apparire più belle e giovani le persone che lo praticano con regolarità. 
Radicali liberi e Difese Antiossidanti 

Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l'organismo dalla loro azione negativa. Le proprietà anti cancerogene di molti alimenti sono legate proprio al loro prezioso contenuto in antiossidanti. 

Nel corso dei numerosi processi metabolici una piccola quantità di ossigeno dà origine a molecole chimicamente molto reattive a causa della presenza nell'orbitale più esterno di uno o più elettroni spaiati. Tali molecole, chiamate radicali liberi, sono in grado di danneggiare le strutture cellulari come la membrana plasmatica ed il DNA. L'azione negativa dei radicali liberi si ripercuote sulla salute dell'intero organismo  accelerando i processi di invecchiamento cellulare deprimendo il sistema immunitario favorendo l'insorgenza di numerose malattie e forme tumorali. 

Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l'attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) ed esogene (presenti negli alimenti). 

Nella prima categoria rientrano enzimi come la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto.
Tra le sostanze non enzimatiche con proprietà antiossidanti ricordiamo invece la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli e le antocianine. 

Se da un lato molti alimenti esercitano un'azione protettiva nei confronti dei radicali liberi, dall'altro abitudini alimentari scorrette possono aumentarne l'attività (dieta troppo ricca di grassi animali, consumo eccessivo di oli vegetali e pesce grasso, eccesso di ferro, intolleranze alimentari). Gli alimenti più pericolosi in assoluto sono quelli ricchi di lipidi ed in particolare di acidi grassi polinsaturi (pesci, oli vegetali, frutta secca). La natura ha tuttavia saputo associare a tali nutrienti elevate quantità di vitamina E in modo da neutralizzare, almeno in parte, la formazione di radicali liberi. Proprio per questo motivo agli integratori alimentari a base di acidi grassi polinsaturi viene addizionata artificialmente una certa quantità di vitamina E (consigliamo comunque di verificarne la presenza prima dell'acquisto). 

Anche l'esposizione ad inquinanti atmosferici, a radiazioni ionizzanti o ultraviolette, l'abuso di farmaci, il fumo e l'attività fisica intensa sono in grado di aumentare pericolosamente la sintesi di radicali liberi

Osservando da vicino la pelle di una persona che si espone frequentemente al sole senza protezione, possiamo renderci conto dell'effetto dannoso di questi "prodotti di rifiuto". Facendo la stessa cosa con uno sportivo rimarremmo probabilmente colpiti dal suo aspetto giovanile. Se da un lato l'attività fisica aumenta la sintesi di radicali liberi (come avviene in caso di esposizione prolungata ai raggi solari), dall'altro l'allenamento rende i sistemi antiossidanti di origine enzimatica molto più efficaci. 

Ancora una volta il binomio tra alimentazione corretta ed attività fisica si conferma l'arma migliore per combattere l'invecchiamento e le malattie legate al benessere. 

Antiossidanti negli alimenti 

Molti cibi, soprattutto quelli di origine vegetale, contengono centinaia di sostanze con attività antiossidante più o meno marcata. Tra le più conosciute spiccano i polifenoli ed alcune vitamine (A, C ed E). Per cercare di quantificare il potere antiossidante degli alimenti il dipartimento dell'agricoltura americano ha elaborato una scala ORAC, basata sulla capacità di assorbimento del radicale ossigeno. 

Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura apportano grossomodo 5000 unità ORAC, un quantitativo più che sufficiente per proteggersi dai radicali liberi. 

Gli alimenti più ricchi di antiossidanti secondo la scala ORAC sono: 

Succo di uva nera 1 bicchiere = 5216 unità     Mirtilli 1 tazza = 3480 unità

Cavolo verde cotto 1 tazza = 2048 unità        Spinaci cotti 1 tazza = 2042 unità

Barbabietola cotta 1 tazza = 1782 unità         More 1 tazza = 1466 unità

Prugne nere 3 = 1454 unità                            Cavoli di Bruxelles cotti 1 tazza = 1384 unità

Succo di pompelmo 1 bicchiere = 1274 unità  Pompelmo rosa 1 = 1188 unità

Fragole una tazza = 1170 unità                      Succo di arancia 1 bicchiere = 1142 unità

Arancia 1 = 983 unità                                     Susina 1 = 626 unità

Patata arrosto 1 = 575 unità                           Avocado 1 = 571 unità

Uva nera un grappolino = 569 unità                Peperone 1 = 529 unità

Kiwi 1 = 458 unità                                          Patata americana 1 = 433 unità

Fagiolini cotti una tazza = 404 unità               Cavolfiore cotto una tazza = 400 unità

Uvetta nera 1 cucchiaio = 396 unità                Cipolla 1 = 360 unità

Uva bianca 1 grappolo = 357 unità                   Melanzana 1 = 326 unità

Mela 1 = 301 unità                                          Pesca 1 = 248 unità

Banana 1 = 223 unità                                      Pera 1 = 222 unità

Melone tre fette = 197 unità                           Spinaci crudi 1 piatto = 182 unità

Albicocche 3 = 172 unità                                 Pomodori 1 = 116unità

Cetrioli 1 = 36 unità 

E' interessante notare come la lista del potere antiossidante dei vari alimenti secondo la scala ORAC, aggiornata al 2010, sia stata tolta dal sito dell'USDA; in una nota, il dipartimento motiva tale scelta con 1) la scarsità di dati clinici a supporto dell'effettiva trasferibilità in vivo dei test antiossidanti svolti in vitro; 2) l'assenza di prove sufficienti per ritenere che gli effetti benefici di alimenti ricchi di polifenoli possano essere attribuiti alle loro proprietà antiossidanti . Oggi sappiamo che le molecole antiossidanti di origine alimentare hanno una vasta gamma di funzioni, molte delle quali sono estranee alla capacità di assorbire i radicali liberi. 

I nutrienti antiossidanti si possono assumere con diversi cibi naturali senza bisogno di integratori. In particolari situazioni (dieta scorretta, attività fisica intensa) può comunque essere utile una integrazione esterna. Tuttavia non è ancora chiaro se l'azione protettiva derivi dalle singole sostanze antiossidanti o dal modo in cui la natura ha saputo combinarle nei vari alimenti. Quel che sembra ormai certo è che: 
  1. il 25% dei casi di cancro al colon-retto,
  2. il 15% di cancro alla mammella,
  3. il 10% di cancro alla prostata, pancreas ed endometrio, potrebbe essere evitato aderendo alle indicazioni della dieta mediterranea [ Trichopoulou et al, 2000]. 
Per fare il pieno di antiossidanti gli esperti consigliano di mangiare ogni giorno almeno cinque porzioni di frutta e verdura. Per combattere la produzione di radicali liberi è bene limitare l'apporto calorico complessivo ed il consumo di grassi, sale, fritture, salumi e carni cotte alla griglia.